Sono nata dentro un sole stanco
figlia di un mare d’inverno
scavando la rosa di primavere silenziose,
porto con me l’atmosfera del grigio
la perla mai coltivata dal fondo,
e l’onda assetata di sale,
ho vestito il rumore assente
di occhi di mani di braccia
dimenticate,
i tuoi baci hanno preso il largo,
boe sperdute
in onde di pietra e scaglie d’ardesia.
Conservo il cuore vuoto
per riempirlo del tuo sangue,
lo spazio dei miei fianchi
per le tue cinture,
esisto
nel posto sbagliato dei tuoi occhi,
scucita alle tue vecchie vele
al molo scalzo d’amore.
Ricordami nel profumo
di mela selvatica e biancospino,
nei miei giorni da camaleonte,
come proverbiale saudade.
(foto mia)

Ciao, Barchetta, ritorno con passi disordinati, ma ritorno. Bacio.