Al campo dei miracoli

23 febbraio 2012 - Una Risposta

 

 

Era là che tornavo tutte le volte, in quel campo di stoppie dimenticate dal contadino, in quel campo incolto come le mani della sarta vecchia e nei fili della memoria imbastivo ricordi. Era di neve il mio tempo, azzurro e terso il vento mi fischiava addosso cucito come una morbida stola sul collo del paltò e i camini delle case disegnavano fiori di fumo che salivano nel giardino del cielo. Avevo visto un uomo scrivere pensieri sparsi in un quaderno a quadretti e disegnare fiori di loto e poi piegare i fogli per farne delle piccole barche di carta, liberava poi le sue poesie sull’acqua e la corrente se le portava tutte al mare. Sapevo di un’antica tradizione giapponese e pensavo che dentro quei suoi origami di mare c’era scritto tutto il suo dolore, la solitudine dei suoi polsi di ciliegia, le dita stanche di un marzo antico, i suoi capelli di colomba triste. Era convinto che così le assenze sarebbero annegate dentro quell’immenso bicchiere di sale, laggiù in fondo al pozzo del fiume, dove ci sono case di donne sole e i bambini tremano ancora d’alluvione. Dove gli alberi sono stati i remi per le barche e le nuvole un palazzo d’acqua e novembre ad ospitare i profughi. Mentre in quel campo pensavo fosse successo un miracolo quel giorno e tutto il dolore del mondo sarebbe sparito con un semplice gesto, nelle costole di un libro amato, nel respiro di una rosa, nella primavera dei bambini che ritorna a salutarci con mani di speranza.

foto mia

Un quadro di pioggia

21 febbraio 2012 - 5 Risposte

 

Sa di pioggia questa giornata
che di primavera ha dimenticato il nome,
la neve si è sciolta
e pare che la terra ora abbia solo sete
sete di marzo sete di viole
sete di nuovi amori sulle strade.
Le vie del pensiero hanno alberi e fiori mai visti
e pare che la ragazza abbia ali di cardellino,
sa volare lontano da questo mondo
quando nei sogni incontra suo padre.
Ora che la ragazza è triste
della neve ricorda solo i ferretti del fratello
calati per i passeri dietro casa,
nel cortile dei mugnai,
se solo avesse potuto li avrebbe liberati tutti,
ma qualche volta se li trovava sul piatto
e piangeva e non mangiava che una briciola di pane
al tavolo del rito doloroso.

(foto mia)

La donna d’isola

18 febbraio 2012 - 4 Risposte

 

La donna dell’isola
ha margherite sulle mani
disegna fichi d’india
gocce sul puntaspilli
verde d’acqua e partenza,

la donna del mare
ti segna sul cuore
ricama strade di petali
e primavere senza dolore,

la donna del vento
ha una sorella di fiume
che canta con voce poca
solitudini antiche
e piogge umili di spalle,

la donna del sole
ha colori belli
da far nutrire i sogni azzurri,
i giorni quando il mare
è un bambino che nuota
con braccia d’oceano grande,

una vela per casa
un ponte a unire sponde lontane.

 

 

 

dedicata a Teresa autrice della foto, grazie ancora

E

15 febbraio 2012 - 6 Risposte

 

 

E
c’è un arco azzurro di carta a casa mia
la neve ne ha fatto un ricamo
un ricamo d’albero
dove i fiori sono diventati parole
parole senza senso.

E
i prati hanno camminato sotto i miei piedi
e il fiume ha navigato contro corrente.

E
c’è un ghiaccio nelle nostre menti
che non ci fa pensare a volte
e questa neve ha impoverito i pensieri
ha reso il recinto una porta senza cielo.

E
c’è una serratura in questo giardino di neve
che si apre sull’inquietudine di Bernardo Soares
dove la malinconia ha reso il suo lavoro
una tragica routine al quartiere Baxia
fra Praça do Rossio e il Tago.
Una finestra che si apre sul fuori e sul dentro.

E’
stanco quest’uomo
che butta tutte le sue poesie in un giardino di neve
che appallottola fogli di carta
sopra foglie bianche di brina.

E’
davvero strano questo sentire altro
questo immenso desiderio di parole senza senso
in una notte senza senso
in una notte dove i gatti festeggiano amori senza cioccolatini
dove una canzonetta avrà titoli sui giornali
e la gente ha dolori ben diversi da sfogliare.

E’
strano tutto questo mio dire
forse non vale niente questo vaneggiamento notturno
questo soliloquio eterno di stelle tremanti di blu
quando sta per albeggiare il mondo mio d’isola.

E
allora appallottolerò il mio foglio e lo getterò nel vento
nello spazio, oltre il confine del recinto di nuvole,
oltre la parola stessa fine, oltre il mai, il se,
guardando la mano tua nascosta dietro la schiena,
quella che non chiede, quella che non dice,
quella che sa dove andarsi a rifugiare.
Quella che guarda al quaderno di lato,
la penna a sfera di china nera,
un rigo d’ottone e silenzio.
Una firma soltanto d’aria,
il rosso del garofano,
il giallo della luce opaca sulla strada,
il verde di quando eravamo ragazzi,
il sogno della città perduta.
Il sole tuo sul muro
che canta il giorno nostro
di braccia e incontro.

(quattordicifebbraioduemiladodici)

Pensieri di pane

9 febbraio 2012 - 5 Risposte

 

 

Ed era un pensiero di pane
che mi guadagnava l’abbraccio
da infondere al bambino solo per strada

come un fosso di ciliegi
un bosco di pioppelle
o uno scivolo azzurro di brina

o una luna tanto vicina alla terra
da poterla baciare quasi,
una moneta il sole
che leggeva i conti di mio padre
alla fine del mese,

la busta della spesa
la casa profumata di legna
il caffè delle sei
che saliva le scale
il mandarino in cartella
un quaderno che sapeva d’arancia
a scrivere poi un tema di sole
che le parole parevano venute dalla Sicilia
qualche volta.

(foto mia)

Un abbraccio grande a tutti, a presto!

Febbraio

7 febbraio 2012 - 3 Risposte

 

 

Febbraio è una breve poesia di neve,
un cielo carta di zucchero
e un vento che scalcia via l’inverno…

 

 

(foto today)

Una poca cosa di neve

6 febbraio 2012 - 4 Risposte

 

 

Ho una finestra bianca di neve
e una strada offesa dall’inverno
un vento che porta silenzi
e un uomo lontano
che disegna nuvole malate
che io voglio curare.

 

 

(foto mia)

Cosa c’è dentro il tuo silenzio?

31 gennaio 2012 - 6 Risposte

 

 

Ascolto voci che scuotono il mio animo,
ma il tuo silenzio è l’unica cosa che sento
e che non vorrei ascoltare,
ti sei dato un silenzio dove hai messo anche me,
ed è peggiore di questa notte
dove non c’è altro che il rumore dei miei pensieri,
non mi muovo, resto ferma e ancora ecco
silenzio, silenzio.
È facile mi dicevo,
è quasi un gioco da ragazzi sopportare il tuo silenzio,
no, non è per nulla facile,
saperti così mi addolora
e vorrei riversarci tutte le mie cose,
anche se son poche,
per riempire quel tuo silenzio:
un sorriso, una canzone, i miei passi,
e la mia voce che ti scrolla di dosso
quell’assurdo silenzio…

(Me ne sono accorta solo ora di aver fatto un copia incolla sbagliato, la poesia era la stessa di quella sotto, questo è il testo giusto, chiedo scusa !!!)

Ultima del libricino “I viaggi del cuore”

(foto self) 

Ho bisogno di una pausa dal web, forse un viaggio, forse torno dopo la neve..

Grazie amici!

Un grande abbraccio per la vostra vicinanza

Non è stagione

Non è stagione
questa per vivere
l’autunno si veste con me
di foglie morte
appassiscono i colori
nella braccia della terra.
Sorreggimi al tuo ramo
perché altra foglia non cada
perché io possa essere il sole
che muore al tuo orizzonte
guarda verso l’acacia africana
che avevi negli occhi lontani
veglia la notte del leone
del serpente e dell’aquila

e il coraggio ti assalirà
con vecchie ali di vento…

 

(foto mia)

Un pescatore che conosco

31 gennaio 2012 - Una Risposta

Ti ho sentito sai, nel mattino,
preparare canna e lenza,
era buio e già uscivi,
i pesci ti aspettavano al fiume.
La barca azzurra e vecchia
galleggiava contro corrente.
Pensando alla scaglia d’argento,
eri solo,
tu e l’onda piana,
l’occhio appoggiato sull’acqua,
teso il filo,
eccolo il primo pesce, bello e vivo,
come l’aria dell’alba,
e un sole nuovo
accarezzava
il tuo legno caro.

 

(foto mia)

 

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